Skip to main content

Film, libri e dischi che hanno ispirato designer di moda

Film, libri e dischi fondamentali secondo 38 designer di moda

Vi siete mai chiesti cosa ispiri le leggendarie passerelle di Alessandro Michele per Gucci? O quale musica abbia fatto da colonna sonora ai primi modelli di Donatella Versace? Dall’album di Paul McCartney caro a Stella McCartney al libro con cui Rick Owens si rannicchia su uno dei suoi letti in alabastro – qui i designer più amati di Vogue ci rivelano quali film, libri e dischi abbiano ispirano il loro lavoro e le loro originali idee. In altre parole, i totem creativi che li hanno fatti diventare quelli che sono oggi. Leggete, guardate, ascoltate…

Donatella Versace: il grunge che ha cambiato il pop

“Sono stata molto fortunata ad aver sempre avuto intorno artisti, musicisti, scrittori, fotografi – persone che fanno la storia con il loro lavoro – perché mi ha aperto la mente su punti di vista diversi. Attraverso i testi delle sue canzoni, per esempio, Kurt Cobain ci ha insegnato a guardare nella nostra anima, a esprimere i sentimenti in modo nuovo – ci ha mostrato la forza di essere vulnerabili.

Kurt Cobain of Nirvana during the taping of MTV Unplugged in New York City, 1993

MTV Unplugged: Nirvana

Kurt Cobain of Nirvana during the taping of MTV Unplugged in New York City, 1993
Photography Frank Micelotta/Getty Images

“Quando Courtney Love è uscita con Celebrity Skin [nel 1998, quattro anni dopo la morte di Cobain], ha sostanzialmente detto al mondo che la perfezione è un’illusione. Con il trucco sbavato e un vestito bianco largo, appariva selvaggia, sporca, scompigliata. Per me è stata un’altra piccola rivoluzione – non tanto per come appariva esteticamente, ma perché ciò che diceva era sinonimo di un nuovo modo di pensare”.

Courtney Love of the band Hole on stage in London, 1995

Photo of Courtney LOVE and HOLE

Courtney Love of the band Hole on stage in London, 1995
Photography Mick Hutson/Redferns/Getty Images

Il direttore creativo di Gucci Alessandro Michele e un grande autore del cinema italiano

“È molto difficile per me individuare un libro in particolare, una canzone, una poesia o un film perché la mia personalità, il mio linguaggio e il mio modo di esprimermi sono frutto di così tanti fattori. C’è tuttavia un film che ho visto per la prima volta con mia madre in un pomeriggio d’estate quando avevo dieci anni. Abbiamo guardato Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini [1962] ed è stata una tappa fondamentale della mia evoluzione come persona.

“Grazie a questo film, ho capito come gli opposti possano fondersi e quanto possa essere incisiva una storia raccontata attraverso immagini semplici ma vivide ed esplicite. Mamma Roma è un grande componimento poetico, un’ode alla vita e all’amore: l’amore di una madre per il figlio e di un figlio che non può parlare del suo amore per la madre. Pasolini narra la storia di questo amore con poesia e con immagini molto forti. Ricordo che una delle scene finali del film mi ha davvero impressionato: l’immagine del figlio legato a un letto di contenzione – è assai commovente e mi ricorda il dipinto del Cristo morto di Andrea Mantegna.

Mamma Roma, Ettore Garofolo e Anna Magnani, 1962

MAMMA ROMA, Ettore Garofolo, Anna Magnani, 1962

Mamma Roma, Ettore Garofolo e Anna Magnani, 1962
Everett Collection

Il direttore creativo di Dior Uomo Kim Jones: Kate Bush e il coraggio di Parigi brucia 

“Mi piacciono troppe cose e troppo diverse per sceglierne una, ma un album che ho sempre amato è Hounds of Love di Kate Bush del 1985. Un film che mi ispira per il coraggio di tutti quelli che vi sono ritratti è il documentario di Jennie Livingston Parigi brucia del 1990. E un libro che riprendo spesso e che sto attualmente rileggendo è Orlando di Virginia Woolf, uscito nel 1928 – ho scoperto il Bloomsbury Group da adolescente e amavo il loro approccio multidisciplinare, la collaborazione tra loro e l’idea moderna e progressista di riunire in team un gruppo di persone dall’indole simile che si occupava di vari campi del sapere”.

Kate Bush

Various

Kate Bush
Peter Mazel/Sunshine/Shutterstock

La direttrice creativa di Dior Maria Grazia Chiuri e il coltivare il proprio istinto animale con Clarissa Pinkola Estés 

“Il messaggio di Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés (1992) è che le donne dovrebbero sempre seguire il loro istinto quando si trovano davanti a delle scelte di vita. Infatti alle donne è stato insegnato a ignorare l’istinto animale e a seguire una logica che spesso le sfavoriva. Leggere questo libro è stata un’esperienza confortante che mi ha aperto gli occhi. Ho sempre seguito l’istinto nella mia vita, senza sapere che per le donne questo può rappresentare una scelta politica. In passato mi sono talvolta sentita in colpa per il mio intuito, pensavo fosse sbagliato. Ma questo libro mi ha insegnato a fidarmi sempre del mio istinto. Penso sia molto importante per le donne ricevere questo messaggio perché quando prendiamo decisioni a volte l’educazione radicata in noi talvolta ci allontana da quella che sarebbe la nostra reazione spontanea.”

Christopher John Rogers sul realizzare i sogni con Trance Party, Volume 1

“Questo è uno degli album che più di tutti mi ha fatto diventare quello che sono oggi. Me l’ha dato mio zio quando ero in prima elementare insieme a un lettore CD e mi ricorda la mia camera da letto d’infanzia a Baton Rouge, Louisiana, dove pensavo a come sarebbe potuta essere la vita fuori dall’ambiente che conoscevo e a come avrei fatto a realizzare i miei sogni. Fino ad allora avevo praticamente ascoltato solo rythm and blues, soul, gospel e canzoni pop nelle prime 40 posizioni in classifica, e Trance Party, Volume 1 - uscì nel 2001 - mi ha davvero portato alla scoperta della house music nera e queer, di artisti rythm and blues meno noti e del pop sintetico europeo – tutti suoni che compongono la mia raccolta di musica ancora oggi.”

Stella McCartney su Ram, l’album che le sta più a cuore

“Sarebbe folle non dire che mio padre e i Beatles mi hanno influenzata enormemente. Ascoltare le sue canzoni per tutta la vita, persino prima di nascere, nel grembo materno, mi ha probabilmente plasmata più di quanto potrò mai sapere. Ram, datata 1971, che scrisse con mia madre negli anni Settanta, è forse il mio album preferito di sempre. Mi è molto caro. Ero giovanissima quando è stato composto e vivevamo in Scozia completamente isolati, quindi eravamo molto uniti, molto protetti, una famiglia piena di amore, cibo e creatività. Amo la genuinità di questo album. Amo l’idea che mia mamma e mio papà si siano messi lì e l’abbiano scritto, suonando loro tutti gli strumenti e producendolo da soli. Penso sia una grande prova del loro amore.”

La cover dell'album Ram di Paul e Linda McCartney, 1971

Paul McCartney Linda McCartney original vinyl album cover - Ram - 1971

La cover dell'album Ram di Paul e Linda McCartney, 1971
dcphoto/Alamy 

Jeremy Scott a proposito di A letto con Madonna (che mi fece sentire improvviasamente “visibile”)

Madonna durante il tour Blonde Ambition a Tokyo, Giappone, Aprile 1990

Madonna Performing on the 'Blonde Ambition' Tour, Tokyo, Japan - Apr 1990

Madonna durante il tour Blonde Ambition a Tokyo, Giappone, Aprile 1990
Eugene Adebari/Shutterstock


“Vivendo in un paese dove ero messo al bando perché amavo la moda ed ero gay, vedere una superstar mondiale così spudoratamente a favore dei gay mi faceva sentire visto, capito, come se fossi importante, e come se tutta l’intolleranza che vedevo intorno a me fosse solo una minuscola parte di un mondo più ampio che dovevo ancora scoprire. Prima di trovare alleati, c’era solo Madonna: era bella, talentuosa, provocatoria. Indossava vestiti fantastici e amava i gay! Il documentario A letto con Madonna del 1991 è stata un’opportunità per sbirciare la sua vita dietro le quinte e mi ha dato fiducia. Oltre a tutte le emozioni che mi ha suscitato, il film è una grande opera su un’artista straordinaria nell’occhio del ciclone della cultura pop! Inoltre, ci sono un sacco di ottimi cameo, come quello su Jean Paul Gaultier e i suoi meravigliosi costumi per il tour,  e quello sugli iconici tacchi a zeppa di Fluevog : si tratta di un meraviglioso ritratto dell’alta moda d’inizio anni Novanta.”

Rick Owens e i consigli di giardinaggio di Beverley Nichols

Beverley Nichols

Beverley Nichols Author In Garden 1976.

Beverley Nichols
Photography ANL/Shutterstock


“Beverley Nichols è la lettura a cui mi rivolgo per trovare conforto. Lui è per il giardinaggio quello che MFK Fisher era per la cucina. Negli anni Trenta, Nichols scrisse una serie di libri sul gardening in cui spiegava anche come vivere la vita. C’è una frivolezza nei suoi libri; essendo un omosessuale non dichiarato negli anni Venti, si percepisce una grazia repressa. E nonostante il suo delizioso sentimentalismo d’altri tempi, c’è un retrogusto sofisticato che rincuora. Il suo è uno stile garbato, fascinoso e autoconsapevole e ha una profondità sorprendente che mi consola sempre e mi fa sentire centrato.

Tommy Hilfiger e la scoperta di Simon & Garfunkel

Simon and Garfunkel, Bridge Over Troubled Water Album, which was released in 1970

Album Simon and Garfunkel: Bridge Over Troubled Water

Simon and Garfunkel, Bridge Over Troubled Water Album, which was released in 1970
Photography Rene van den Berg/Alamy 


“Ho comprato Bridge Over Troubled Water di Simon & Garfunkel del 1970 da adolescente, subito dopo l’acquisto del mio primissimo giradischi. Mi fa tornare a galla ricordi confusi di quando ero giovane e i primi assaggi di indipendenza ma anche i cambiamenti sociali e la crisi economica di allora negli Stati Uniti. Il titolo dice tutto – è una musica calma e confortante. Riascolto questo disco ogni volta che ho bisogno di un momento di pace o di riflessione. Spero che anche altri troveranno conforto in esso. Il brano che dà il titolo all’album, Bridge Over Troubled Water, parla di esserci per qualcuno qualsiasi cosa accada. Penso sia il messaggio più importante visto quello che il mondo sta affrontando – che tutti dobbiamo fare quello che possiamo per proteggerci e sostenerci l’un l’altro”.

Molly Goddard e la gioia di Austin Powers 

“Niente è più divertente, secondo me, di Austin Powers - La spia che ci provava (1999). Mi ricorda di quando ridevo a crepapelle con mia sorella Alice. È un film che potrei riguardare molte volte (e l’ho fatto). Ci sono dei vestiti favolosi. Heather Graham, la Felicity Ladà del film, porta un fantastico vestito all’uncinetto rosa e arancio, c’è molta azione e buona musica grazie a Elvis Costello e Burt Bacharach. È il film che guardo quando mi sento un po’ giù. Ripetere le battute che so a memoria non manca mai di farmi ridere. Se non l’avete visto, non avete vissuto!”.

Kenneth Ize e la scintillante estetica di Wong Kar-wai

“Al momento mi piace particolarmente guardare film di Wong Kar-wai. Tra i miei preferiti ci sono Days of Being Wild del 1990, Happy Together (1997), In the Mood for Love (2000), 2046 che uscì nel 2004 e Un bacio romantico - My Blueberry Nights [2007]. I suoi film mi hanno aiutato a capire la creatività, la passione nell’esprimere ogni singolo dettaglio e l’idea di un’estetica.”\

Days of Being Wild, Leslie Cheung, 1991

DAYS OF BEING WILD, (aka A FEI JING JUEN), Leslie Cheung, 1991, (c) Kino International/courtesy Ever

Days of Being Wild, Leslie Cheung, 1991
Kino International/Courtesy Everett Collection

Isabel Marant e l'evasione dalla realtà di Salman Rushdie 


“La sottigliezza e l’intelligenza di Salman Rushdie nel denunciare le magagne delle nostre società mi colpiscono molto. Come tanti, ho sentito parlare di lui al tempo dei Versi satanici [1998], ma è un libro che non mi ha attratta particolarmente. Durante un viaggio in India, ho scoperto I figli della mezzanotte [1981], un’epopea famigliare che ripercorre trent’anni di storia indiana in forma allegorica, metaforica e molto umoristica. La capacità di penetrazione, l’acume e l’empatia con cui Rushdie descrive e denuncia importanti eventi della storia dell’India sono davvero toccanti. Questo libro mi ha anche fatto pensare molto a Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez [1967] (che ho amato) con la sua scrittura realistica e magica”.

\

Erdem Moralıoğlu e la bellezza eterea di Picnic ad Hanging Rock di Peter Weir “Il film che ha avuto un effetto più duraturo su di me è Picnic ad Hanging Rock (1975), l’adattamento per il cinema del romanzo giallo di Joah Lindsay. Mi ha sempre incantato… le bianche e rigide ragazze vittoriane che pian piano si lasciano andare – amo il suo lato oscuro. È come un sogno bello e bizzarro. Regge assolutamente alla prova del tempo, è un film che continuo a vedere e non smette mai di ispirarmi. È particolare e straordinario”.

Picnic ad Hanging Rock, 1975

Picnic At Hanging Rock - 1975

Picnic ad Hanging Rock, 1975
David Kynoch/Kobal/Shutterstock

\


Jonathan Anderson e Bret Easton Ellis “Da giovane, sono rimasto affascinato dai personaggi ritratti in Meno di zero di Bret Easton Ellis del 1985. Riassumeva un’epoca interessante. È come una capsula del tempo di quando ero giovane; l’avevo comprato all’aeroporto ed è stato il primo libro che abbia mai letto in un solo giorno. Mi ricorda il momento in cui sono andato via da solo per la prima volta.”

Stephen Jones: il glamour dei Roxy Music e la bellezza di Scarpette Rosse

“L’album che mi ha cambiato la vita è stato For Your Pleasure dei Roxy Music del 1973. Ero un ragazzo che viveva a Liverpool, e mi ha aperto un mondo di musica, arte, moda e cultura. Direi che ascolto questo album una volta alla settimana e quando lo faccio mi ricorda quanto è affascinante la spontaneità – e quanto è seducente. Il film che mi ha davvero ispirato, invece, è Scarpette rosse del 1948 con Moira Shearer, diretto da Emeric Pressburger e Michael Powell, perché sollevava il problema della vita o dell’arte e di quanto sei disposto a sacrificare della prima per la seconda. È anche un film straordinariamente bello. L’ho visto per la prima volta al cineclub della Central Saint Martins nel 1976. È anche un film sulla lotta tra la ragione e la passione. Ha avuto un impatto tale su di me che ho basato la mia collezione primavera estate 2007, ‘Artifice’, su di esso.”

Jean Paul Gaultier e il film di Jacques Becker che gli svelò la sua vocazione

“Devo la mia vocazione a un film in particolare, Falbalas [1945] di Jacques Becker. Avevo sugli 11 o 12 anni quando l’ho visto in televisione a casa di mia nonna. È la storia di un couturier a Parigi in tempo di guerra che s’innamora della fidanzata del suo migliore amico. La storia ha un finale triste quindi sia io che mia nonna avevamo pianto, ma c’era una sfilata nel film ed è stata una rivelazione. D’un tratto sapevo cosa volevo fare. Volevo essere uno stilista e presentare le mie collezioni in passerella. Avevo già visto Folies Bergère in TV ed ero profondamente affascinato dal teatro, ma questo film mi ha fatto scoprire la mia vera vocazione: la moda. E per uno strano caso, quando ho cominciato a lavorare da Jean Patou nel 1972, ho trovato nell’atelier tutti i personaggi del film – il direttore dell’atelier, le petites mains [manine], le modelle fitting, i loro bisticci e le loro rivalità – è stato come essere trasportato sul set di Falbalas.”

Paris Frills (Falbalas) poster, Raymond Rouleau, Micheline Presle, 1945

Paris Frills

Paris Frills (Falbalas) poster, Raymond Rouleau, Micheline Presle, 1945
Photography LMPC via Getty Images

Michael Kors e L'affare Thomas Crown di Norman Jewison

“Quando ero piccolo, uno dei primi film da adulti che i miei genitori mi hanno lasciato guardare è stato Il caso Thomas Crown [1968] con Faye Dunaway e Steve McQueen. Mi sono innamorato subito dei loro vestiti eleganti e del loro stile, della loro vita frenetica e delle meravigliose ambientazioni. È stata la mia introduzione al jet set. Oltre ad avermi influenzato molto, il film è stato importante per me perché quando è stato fatto il remake nel 1999 con Pierce Brosnan e Rene Russo, la maggior parte del guardaroba di Rene era di Mickael Kors Collection e di Michael Kors per Céline. È raro trovarsi a lavorare da adulti a una cosa che amavi nell’infanzia.”

Kris Van Assche e la positività di A letto con Madonna

“Nel 1991, quando uscì il documentario A letto con Madonna, avevo solo 15 anni. Avevo problemi con la mia identità sessuale ed essere figlio unico in un paesino come Londorzeel in Belgio non aiutava perché l’omosessualità era un tabù assoluto. Poi, ecco questa grandiosa star all’apice della sua carriera, Madonna, che documenta il suo Blond Ambition World Tour circondata da giovani ballerini e musicisti per la maggior parte gay. Per quanto strano possa sembrare oggi (erano i tempi prima di internet e dei social) nel mio mondo non c’era proprio nessuno che diceva chiaro e ad alta voce che era bello essere diversi, essere gay.”.”

Madonna con i ballerini del suo tour nel 1991

A letto con Madonna

Madonna con i ballerini del suo tour nel 1991
Michael Ochs Archives/Getty Images

I direttori creativi di Jil Sander, marito e moglie Luke e Lucie Maier, sull’album di Björk Vespertine

“C’è una passione in Vespertine del 2001 che penetra in alcuni dei paesaggi sonori che Björk crea. Björk ha un talento eccezionale nell’infondere emozioni ai suoni elettronici – la modernità con sentimento è quello che cerchiamo di raggiungere nel nostro lavoro. Abbiamo ascoltato Vespertine insieme quando ci siamo incontrati da studenti a Firenze. Non è nemmeno il nostro album preferito di Björk, ma è legato a ricordi di un tempo e di un luogo importanti per noi. L’abbiamo usato come colonna sonora per la nostra sfilata Jil Sander a Pitti Immagine Uomo a gennaio perché sembrava adatta all’atmosfera di Firenze considerato il nostro legame con la città in cui avevamo vissuto. È un disco senza tempo, ancora bellissimo da sentire – vale sempre la pena ascoltarlo.”

Björk

Bjork

Björk
Niels van Iperen/Getty Images

Christopher Kane e il trovare la gioia con l’album Illuminations di Buffy Sainte-Marie

Illuminations di Buffy Sainte-Marie [1969] è un album che ha avuto un profondo impatto sulla mia vita personale e professionale. La prima volta che l’ho sentito mi si sono rizzati i capelli – non avevo mai sentito niente del genere, prima e dopo. Buffy è una pioniera. È stata la prima a sperimentare con la tecnologia, sintetizzatori e computer per fare musica avanti di decenni rispetto al suo tempo. È il tipo di musica che la gente dovrebbe sentire in momenti come questo, quando la vita sembra incerta – nella natura c’è certezza e magia. Una volta ha detto, ‘Dobbiamo annusare la gioia. Tenere il naso sul sentiero della gioia.’ Niente potrebbe essere più importante o più vicino alla verità.”

Buffy Sainte-Marie

Vogue 1969

Buffy Sainte-Marie
Photography Jack Robinson/Conde Nast via Getty Images

Osservazioni di Tory Burch sulla bontà dal racconto Il piccolo principe

“Ho sempre amato il messaggio de Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry [1943]. Parla del potere della bontà – una cosa che sembra particolarmente importante in questo momento difficile. Una delle mie frasi preferite è: ‘Ecco il mio segreto, è molto semplice: non si vede bene che col cuore; l’essenziale è invisibile agli occhi’.”

The Little Prince (Le Petit Prince) by Antoine de Saint-Exupéry

The Little Prince (Le Petit Prince)

The Little Prince (Le Petit Prince) by Antoine de Saint-Exupéry
Photography Fine Art Images/Heritage Images/Getty Images

Matty Bovan e “l’opera d’arte immersiva” di Ridley Scott: Blade Runner 

“Ho sempre trovato Blade Runner, datato 1982, una delle opere d’arte più immersive. L’idea di un futuro imperfetto, e di un mondo pienamente realizzato, mi ha ispirato dalla prima volta che l’ho visto. Ogni personaggio è indipendente, sia come personalità che come immagine. Potrei avere l’ossessione (e ce l’ho!) per la scenografia del film e per ogni piccolo dettaglio. Il suo universo e la sua visione non potrebbero mai annoiarmi. Mi sembra sempre attuale, e tutta l’idea di quello che l’Intelligenza Artificiale significa – di come interagiamo con la tecnologia, ancora oggi – ti fa pensare e mettere in discussione tutto. Ogni immagine e idea di questo film è così complessa e la colonna sonora così perfetta.”

Blade Runner, Harrison Ford, 1982

Blade Runner

Blade Runner, Harrison Ford, 1982
Photography Stanley Bielecki Movie Collection/Getty Images

Haider Ackermann sui recital di poesia e i piaceri visivi di Luchino Visconti 

“Mi sono preso il tempo per imparare a memoria le poesie di Dorothy Parker e Maya Angelou, e la canzone di Leonard Cohen A thousand Kisses Deep [2001]. Harlem Quartet del romanziere James Baldwin è sempre al mio fianco al momento. Ascolto Shirley Horn, Paco De Lucia, Nick Cave, Lou Doillon, Léo Ferré, Eminem, Lili Boniche, la cantautrice francese Barbara e Prince con la riproduzione continua, come anche Born Slippy degli Underworld per tenere alto il morale. Ho bisogno di bellezza in questo periodo quindi sto guardando tutti i film di Luchino Visconti.

Michael Halpern e il potere trasformativo di Rufus Wainwright

“Quando nel 2001 è uscito l’album di Rufus Wainwright Poses, avevo appena cominciato a pensare chi fossi – un ragazzo che diventava un giovane adulto. Era un periodo di formazione, cercavo di capire i miei sentimenti, di imparare a esprimerli, a riconoscerli. Poses mi ha aiutato a capire che ero creativo, sensibile, fiducioso e gay; mi ha aperto a cose nuove come interessarmi a qualcuno al di fuori della mia famiglia, a esplorare le relazioni, nuovi film, musica e artisti, e ha fatto di me l’adulto che sono oggi, un designer, un amico e un amante. Devo molto a Rufus per il suo potere e la vulnerabilità e anche per le sue parole e i suoi valori. Mi ha accompagnato attraverso alcuni dei momenti più inquietanti della mia adolescenza e nello stesso tempo mi ha aiutato a festeggiare e apprezzare tutti i piccoli successi. Mi commuovo a ripensarci adesso.”

Rufus Wainwright

Rufus Wainwright Portrait Session

Rufus Wainwright
Catherine McGann/Getty Images

Rejina Pyo e il momento in cui ha scoperto che non tutti i libri hanno un finale rosa

“La prima volta che ho letto Il diario di Anna Frank [1947] avevo 13 anni, la stessa età che aveva Anne quando ha ricevuto il quaderno che sarebbe poi diventato il suo diario. Era la traduzione coreana del libro e ricordo che ero presissima dalla sua storia, come se la conoscessi. Il modo in cui scriveva e il suo modo di vedere le cose avevano un forte impatto su di me, anche se il suo mondo era così totalmente estraneo al mio. Non ero mai stata fuori dalla Corea fino ad allora e nemmeno avevo conosciuto coetanei di altre nazioni, quindi ha cambiato la mia prospettiva sulla vita a Seoul. Ricordo di essere rimasta molto turbata dopo aver scoperto la sua fine e ne avevo parlato a lungo con i miei genitori. Fino a quel momento, tutti i libri che avevo letto finivano bene. Rileggo Il diario di Anna Frank ancora oggi. Trovo incoraggiante la resilienza, la determinazione e la positività di Anne..”

Il direttore creativo di Kenzo, Felipe Oliveira Baptista, e il libro che l’ha accompagnato nei momenti più belli e più brutti

“Il Libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa, pubblicato nel 1982 è sul mio comodino a periodi alterni da 30 anni. È una raccolta di pensieri e riflessioni di 500 pagine pubblicata dopo la morte del poeta. Non ha un inizio e una fine. Puoi aprire il libro a caso e trovare un universo intero in poche righe. Negli anni, c’è sempre stato, nei periodi migliori e peggiori. Mi ha sempre stupito e ispirato come Pessoa riesca a dire così tanto con così poche parole – sempre così schietto, vivido e davvero senza tempo. Alcune delle mie frasi preferite del libro (anche se è impossibile scegliere) sono: ‘Non ci sono norme. Tutti gli uomini sono eccezioni a una regola che non esiste’ e ‘La vita è quel che decidiamo di farne. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo’.”

Marine Serre e la sua affinità di una vita con Björk 

“Amo tutto quello che Björk fa, il modo in cui evolve nella sua carriera restando fedele a se stessa, non avendo paura di niente. È impossibile classificarla. Quando ero piccola, avevo una cartolina del suo album Debut sulla finestra della mia camera, ancora prima di sentirla per la prima volta. Non ricordo nemmeno come ho avuto l’album o la cartolina. L’immagine mi è rimasta impressa per molto tempo ed è diventata ancora più forte quando ho scoperto la sua musica. Anni dopo, ho usato la sua canzone All is Full of Love del 1997 per la mia collezione Radical Call For Love. Ascolto ancora molto Björk. È la cantante più straordinaria che conosca.”

Björk

Bjork

Björk
Photography Dave Tonge/Getty Images

Lazaro Hernandez di Proenza Schouler e le attività creative di Robert Mapplethorpe

“La biografia di Robert Mapplethorpe di Patricia Morrisroe [1995] è uno di quei rari libri che continuo a rileggere. L’ho letto alle superiori, ed è stato lì che ho capito che New York era il posto per me. La storia è un racconto moraleggiante, ovviamente, ma anche incredibilmente romantico in quanto Mapplethorpe era disposto a seguire le sue ossessioni e le sue attività creative ai limiti di quello che era considerato culturalmente accettabile al tempo, forgiando una iconica storia personale nel farlo. A casa a causa della quarantena per il coronavirus, ho preso in mano questo libro per la terza volta. Durante questi momenti difficili, quando si mette in dubbio tutto, è stato bello ricordarsi del potere della creatività, della determinazione, di spingere i pensieri creativi al massimo. Mi riporta alle radici del mio percorso creativo e alla volontà di fare cose che si spera vivranno più a lungo di tutti noi. Questo libro mi ricorda la vita prima di Proneza Schouler, e il potere di pensare in grande e fare enormi atti di fede.”

Robert Mapplethorpe, New York Cultural Center, 1975

Robert Mapplethorpe At The Man Ray Bal Blanc

Robert Mapplethorpe, New York Cultural Center, 1975
Allan Tannenbaum/Getty Images

Jack McCollough Proenza Schouler sull’improbabile amicizia tra Harold e Maude

“Ho visto per la prima volta Harold e Maude (1971) negli anni di formazione dell’adolescenza ed è un film che ha ancora un posto speciale nel mio cuore. È una commedia nera coming-of-age su un’improbabile amicizia tra due personaggi bizzarri: Harold, un giovanotto ricco di famiglia ossessionato dalla morte, e Maude, una vedova ultraottantenne amante della vita. Ricordo di aver sentito di avere qualcosa in comune con entrambi i personaggi: il cupo cinismo di Harold e l’ottimismo spensierato di Maude. Riguardare questo film mi ha riportato a quel periodo strano dell’adolescenza quando si cerca di capire qual è il proprio posto nel mondo, e mi ha ricordato che questa sorta di conflitto interiore e di dubbio non sparisce mai, qualunque siano la nostra età e la nostra esperienza.”

Roksanda Ilinčić: farsi trasportare in un altro mondo da Andrej Tarkovskij 

“Adoro il cinema e mi ritrovo a riguardare vecchie pellicole ogni volta che ho un momento tranquillo per me. Amo particolarmente i film di Luchino Visconti, di Rainer Werner Fassbinder, amo Marcello Mastroianni, Ingmar Bergman. Se però dovessi scegliere, indicherei un qualunque film di Andrej Tarkovskij – Lo specchio (1975), L’infanzia di Ivan (1962), Solaris (1972), per nominarne alcuni. Tarkovskij è il maestro assoluto della cinematografia. Nei suoi film ci sono le immagini più belle, suggestive e incantevoli rese con grande delicatezza. È impossibile guardarli senza sentire un forte coinvolgimento emotivo che resta con voi a lungo. Se volete essere trasportati su un mondo magico per qualche ora, non posso che consigliare i suoi film. Sono incantevoli opere d’arte.

The Mirror (Zerkalo), Margarita Terekhova, 1975

THE MIRROR, (aka ZERKALO), Margarita Terekhova, 1975

The Mirror (Zerkalo), Margarita Terekhova, 1975
Everett Collection

Thom Browne sulla regista d’avanguardia Alice Guy-Blaché

“Il film Falling Leaves di Alice Guy-Blaché del 1912 è importante perché lei era una regista donna della prima parte del ventesimo secolo sconosciuta ai più, persino a molti collegi cineasti. Era una vera pioniera nel campo e una persona davvero stimolante. Era sempre fedele a se stessa e non permetteva a nessuno di dirle di no. I suoi soggetti sono semplici, poetici e preveggenti. E questo film è proprio questo. Una deliziosa storia di vero amore e l’innocenza della gioventù... È una cosa che inserisco spesso nelle storie che racconto nelle mie collezioni e nelle mie sfilate.”

Gabriela Hearst sul perché leggere Jorge Luis Borges è come tornare a casa

“Sono tanti i libri che mi hanno fatto diventare quella che sono oggi – tutti quelli di Jorge Luis Borges, e un romanzo consigliatomi da un amico, Il sussurro del mondo di Richard Powers [2018], che ha cambiato il mio modo di vedere gli alberi per sempre. Leggerlo mi rilassa, ma sono rimasta sorpresa dal fatto che un libro mi abbia cambiata così profondamente. Nel caso di Borges, lo rileggo sempre perché è come tornare a casa. Il mondo dovrebbe informarsi su di lui, perché come Miguel de Cervantes, Diego de Saavedra Fajardo e William Shakespeare, ha esercitato un forte influsso sulla letteratura.

Angela Missoni sullo scrittore, la band e gli stilisti che hanno reso colorito il suo mondo

“Il libro Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez [1976], l’album dei Pink Floyd The Dark Side of the Moon [1973], i poster delle Olimpiadi a Città del Messico del 1968, i film di Federico Fellini, e i progetti dell’architetto Alessandro Mendini hanno tutti suscitato curiosità in quello che il cervello può produrre e mi hanno fatto capire quanto sia importante lasciare spazio alla fantasia per realizzare i propri sogni.”

Album cover of Pink Floyd's Dark Side Of The Moon, 1973

Dark Side Of The Moon

Album cover of Pink Floyd's Dark Side Of The Moon, 1973
Photography Michael Ochs Archives/Getty Images

Guram Gvasalia di Vetements e il trovare uno scopo con Un nuovo mondo di Eckhart Tolle

“Mi sono imbattuto in questo libro nel 2005 e ogni volta che lo rileggo mi rivela qualcosa di nuovo. Quasi tutte le persone hanno un’agenda così piena che raramente trovano il tempo di pensare a sé stesse, al loro obbiettivo nella vita. Adesso ci è data l’occasione di avere il tempo di pensare di più e più profondamente. Un nuovo mondo è un’espressione tratta dal Libro di Isaia e dal Libro della Rivelazione. Il termine è usato per descrivere lo stato finale dell’umanità redenta. Questo libro vi ricorda di godervi la vita nel momento presente e vi insegna a lasciare andare l’ego e come trovare un senso oltre i beni materiali. È un potente strumento di cambiamento per la propria vita, specialmente quando stiamo per essere testimoni della trasformazione evolutiva della coscienza umana. Ricordate, ogni fine è un nuovo inizio!”

La cofondatrice di Ambush e capo designer gioielli di Dior Homme Yoon Ahn sulla filosofia zen di Alan Watts

“Ho scoperto le opere di Alan Watts quando facevo ricerche sulla cultura Beat. The Essence of Alan Watts, uscito nel 1974, mi ha dato tantissimo. È una splendida raccolta dei suoi pensieri sulle grandi domande sull’ego, Dio, la meditazione, la morte, la natura umana e il dramma cosmico. In tempi incerti come questi, quando si cerca di dare un senso al mondo, possa la scrittura di Alan aiutarvi a trovare l’energia positiva e la pace, e portare un nuovo livello di illuminazione nella vostra vita come l’ha portata nella mia.”

Vivienne Westwood e Andreas Kronthaler sui grandiosi personaggi immaginati dall’autore John Williams

“Il romanzo di John Williams Stoner che uscì nel 1965 ha tutta la forza di una tragedia greca. Il primo paragrafo è sorprendente: Williams descrive schiettamente l’impressione di mediocrità che William Stoner lascia e poi capovolge quel giudizio riportando pian piano in vita Stoner: scopre sé stesso, è nato onesto e ha ricevuto un’educazione onesta.

“I suoi genitori sanno solo come sopravvivere con il duro lavoro alla fattoria. Il padre di Stoner, benché incredibilmente povero, lo manda a studiare agricoltura all’università e il suo corso include la letteratura, una cosa cui non si era mai dedicato e in cui fa fatica. Deve avere un significato, ma lui non riesce a coglierlo. Siede disperato stringendo i bordi del banco. Il giorno in cui Stoner s’innamora della letteratura è l’evento più memorabile del romanzo. Ha appena avuto quella che in passato sarebbe stata considerata un’esperienza religiosa. Ha visto tutto come uno – Dio. Stoner diventa un insegnante. Mi ritrovo a sostenerlo in tutto quello che fa, a essere dalla sua parte perché è onesto con sé stesso. In contrasto, vediamo il male fatto dalle persone che ingannano sé stesse. I personaggi sono illuminati come momumenti, rivelati in base ai drammi quotidiani. Alla fine mi sono stupito dell’integrità morale di Stoner – di una vita pienamente realizzata. Resta solo la verità.”



from Articles https://ift.tt/2W519cD

Comments