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Photo Vogue: il racconto “Così Arriva L’Estate” di Giovanni Montanaro

Quanto mi mancava l’acqua. Finché non faccio il bagno, per me l’estate non esiste. Aspetto tutto l’anno questo momento. E ho così voglia del mare che vado sempre troppo presto, a metà maggio, quando l’acqua è gelida. Metto un piede e mi sento folle, c’è tutto il vento che mi viene incontro, mi pare di avere mille ghiaccioli sulla pelle. «No, non ci riesco» mi dico, perché già penso all’uscita, con tutta l’acqua addosso. Ma poi sto lì un attimo, prendo confidenza. L’acqua non mi sembra più così fredda, e poi penso che ce la posso fare, che sono lì per questo. Se faccio una corsa quando esco, mi tuffo sull’asciugamano, mi avvolgo subito, forse riesco a sopravvivere. Allora avanzo fino al ginocchio, ed è la parte più semplice. Il mare è davanti a me, non si vede niente dall’altra parte, non mi volto verso la spiaggia, non c’è niente se non l’acqua. 

Albane & Abel by Daragh Soden, Île du Levant, Hyères, 2018. Irlandese di base a Londra, Daragh Soden ha vinto il festival di Hyères nel 2017. È iscritto a PhotoVogue, la piattaforma fotografica di Vogue.it curata dai photo editor di Vogue Italia che dall’aprile del 2011 è aperta a tutti i generi, dal reportage allo still life, dalla moda all’architettura, e che conta oggi oltre 183mila fotografi provenienti da ogni parte del mondo.
Albane & Abel by Daragh Soden, Île du Levant, Hyères, 2018. Irlandese di base a Londra, Daragh Soden ha vinto il festival di Hyères nel 2017. È iscritto a PhotoVogue, la piattaforma fotografica di Vogue.it curata dai photo editor di Vogue Italia che dall’aprile del 2011 è aperta a tutti i generi, dal reportage allo still life, dalla moda all’architettura, e che conta oggi oltre 183mila fotografi provenienti da ogni parte del mondo.
Daragh Soden

Mi piace fare il bagno perché così arriva l’estate, perché così mi sento dentro a qualcosa di grande. Tutte le preoccupazioni, tutte le paure, per un attimo mi passano; mi sento solo un essere umano, un animale, un pesce, mi sento al sicuro, niente mi porta via la gioia. Così avanzo. Il momento peggiore è il costume, quando si arriva verso la pancia. A quel punto è tardi, troppo tardi, e allora mi butto, ed è un istante doloroso, ma poi passa per un po’. Per poco. Il freddo torna dopo poco; non si può resistere a lungo. Non importa. Quest’anno è stato diverso. Di solito, vengo a metà maggio, quando è ancora molto freddo. Quest’anno, invece, sono qui che è già caldo. Che anno strano è stato. Che anno strano continuerà a essere. Quanto mi mancava l’acqua. Quanto mi mancavi tu.

Crediti moda:
STYLING, SIMON PYLYSER
CREATIVE, NATHANIEL N.M. ROBERT (JEAN-PIERRE BLANC)
PHOTOGRAPHY ASSISTANT, CLÉMENT EIRAS
ALL CLOTHES, AMI PARIS

Selezione a cura di ALESSIA GLAVIANO

Da Vogue Italia, n. 839, luglio/agosto 2020



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