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Il punto di vista di Casa Vogue. Grès Terrazzo di Casalgrande Padana

Si chiama nostalgia del futuro quell’attrazione che si prova per nuovi oggetti riecheggianti nelle forme e/o denominazioni memorie del passato. È un efficace strumento di commercio e di persuasione su cui qualsiasi azienda fa affidamento per conquistare il mercato. Fin qui si tratta di puro business, innegabile, ma non è detto che sia un male: se un involucro “già visto” contiene una innovativa tecnologia, allora perché no? L’esempio del rivestimento comunemente detto terrazzo alla veneziana è interessante. 

Terrazzo di Casalgrande Padana
Terrazzo di Casalgrande Padana

Mutuata dalla tradizione greco-romana è nella Venezia del 500 che questa tecnica di pavimentazione viene affinata diventando un’espressione di straordinario artigianato. Un fascino dunque davvero rétro. Solo che oggi benché ancora ci siano gli specialisti, posare manualmente il terrazzo un granello dopo l’altro è un lusso da nababbi. A soddisfare la voglia di bello dei più ci pensano le aziende del comparto ceramico che realizzano copie perfette del terrazzo (come peraltro di pietre e marmi).

È la vendetta della, un tempo prosaicamente detta, piastrella? Forse. Certo è che con una spesa decisamente più abbordabile si ha il medesimo effetto – pare davvero graniglia posata a mano con le sue irregolarità di concentrazioni e rarefazioni – con in sovrappiù i pregi del grès porcellanato: inassorbente, anallergico, antibatterico, durevole, inalterabile, riciclabile. E poi è in lastre su misura che in esterno non soffrono né il caldo né il freddo. Né c’è bisogno di inventare nomi altisonanti: basta “Terrazzo”, come fa Casalgrande Padana, e hai detto tutto quanto serve. Davvero il futuro sta nella memoria.



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