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Il packaging dei profumi

Nascono come semplici contenitori, ma evolvono in pezzi d’arte o di design. I motivi possono essere i più disparati. Può succedere per amore, come la clutch con chiusura gioiello dei profumi By Kilian, voluta da Elizabeth, l’allora fidanzata e oggi moglie del giovane Hennessy, ispirata ai porta-sigarette Art Déco e diventata un cult quando Amy Adams e Karen Elson la esibirono sui red carpet. Per l’ambiente, come Oway che nelle sue falegnamerie artigianali scolpisce astucci in corteccia di betulla riciclata che poi diventano portaocchiali o portamatite. Per fare upcycling, come Etro, che riveste con tessuti Paisley vintage le confezioni dei suoi profumi da 100 ml. Per puro piacere estetico, come Diptyque che sceglie i decori delle tappezzerie anni 30 per alcune scatole. O per omaggiare la propria storia, come Gucci che si lascia ispirare dalle antiche anfore farmaceutiche in porcellana per le sue candele. E sempre Gucci ricrea lo stesso motivo di fiori e insetti firmato da Vittorio Accornero per la principessa Grace di Monaco nel ’66 per il pack del nuovo profumo Flora Gorgeous Gardenia.

In apertura: L’astuccio con tessuto Paisley di Musk, Eau de Parfum di ETRO. Nel bouquet: rosa bianca, legno di cedro, patchouli e legno di guaiaco.

Da Vogue Italia, n. 839, luglio/agosto 2020



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