Skip to main content

Industria della Moda: Come portare giustizia nella filiera?

L’industria della moda si sta muovendo per diventare più ecologica e rispettosa dell’ambiente; tuttavia questa transizione risulta essere particolarmente difficile a causa di una filiera lunga, dispersa e frammentata, spesso caratterizzata dalla presenza di attori quasi nascosti. Numerosi brand hanno migliorato la propria sostenibilità ambientale, ad esempio utilizzando materiali naturali, ma nonostante questi sforzi, la distanza geografica tra i vari attori della filiera e la mancanza di trasparenza impediscono la corretta diffusione di pratiche di sostenibilità ambientale e sociale nell’intera filiera. Molte imprese sostengono di avere un focus sulla sostenibilità, tuttavia il loro focus è sulle tematiche ambientali, ignorando quasi completamente l'aspetto della sostenibilità sociale. Risulta quindi fondamentale riconoscere la presenza di trade-off non solo tra gli obiettivi di business e la sostenibilità, ma anche tra le pratiche di sostenibilità ambientale e quelle sociali. 

C’è una forte necessità di comprendere l’impatto sociale che deriva dalle richieste di sostenibilità ambientale fatte dai grandi brand della moda. L'importanza delle performance economiche-finanziarie e le disparità di potere all'interno delle filiere hanno causato terribili scandali negli anni. Ad esempio, il UK Environmental Committee ha segnalato condizioni di lavoro ai limiti della legalità nell’industria della moda, con salari estremamente bassi sia nel Regno Unito che nel resto del mondo 1 . La maggior parte dei problemi vengono riscontrati presso quei fornitori e subfornitori (ad esempio produttori di tessuti, di pellame, attori che lavorano direttamente le materie prime ecc.) che risultano essere più lontani dai brand. Per questo motivo i problemi legati alla sostenibilità sono difficili sia da prevedere e identificare che da risolvere. Lo sviluppo delle conoscenze e il loro scambio tra gli attori della filiera sono azioni sistemiche fondamentali per la transizione a lungo termine verso un’industria della moda più sostenibile; tuttavia, finora i concetti di giustizia e inclusione sono stati ignorati. La richiesta di pratiche orientate alla sostenibilità ambientale necessita anche di un interesse parallelo orientato ai concetti di equità e giustizia. Per garantire quindi che la transizione verso l’economia circolare avvenga in un modo più inclusivo e rispettoso delle persone, c’è bisogno di una maggiore attenzione verso la giustizia sociale e l’etica di pratiche sostenibili. Fortunatamente, grazie alla dimensione di questa industria e al fatto che la maggior parte della forza lavoro sia composta da donne, queste sfide presentano delle importanti occasioni di sviluppo economico, sociale e ambientale. Poiché una transizione giusta, sia dal punto di vista ambientale che da quello sociale ed etico, può avvenire solamente includendo tutte le persone a tutti i livelli della filiera, c’è bisogno di intavolare discorsi e avviare iniziative condivise da tutti gli attori di tale filiera.

Una robusta ricerca scientifica ci salverà... 

Stampa

In linea con gli obiettivi dettati dalla Commissione Europea riguardo alle condizioni di lavoro, ai diritti dei lavoratori e delle persone e a uno sviluppo socialmente inclusivo, sta nascendo una nuova ricerca composta da diversi stakeholder. Fashion’s Responsible Supply Chain Hub (FReSCH) utilizza un approccio interdisciplinare per affrontare le sfide sopra citate, con l’obiettivo di capire come la sostenibilità ambientale possa anche avere un effetto positivo sulle tematiche inerenti alla giustizia sociale nelle complesse filiere della moda. FReSCH è stata selezionata dalla European Commission Research Executive Agency e questa ricerca sarà condotta dal UCD College of Business, presso la University College Dublin. FReSCH è uno dei primi progetti di ricerca che ha come obiettivo investigare i trade-off ed eventuali attriti tra performance economiche e sostenibilità sociale e ambientale nella transizione verso un’industria della moda circolare. Utilizzando una nuova metodologia, FReSCH metterà in risalto tutte le piccole/medie imprese e i loro dipendenti, mettendo quindi in luce tutti i fornitori della filiera. FReSCH ha come obiettivo principale quello di legare indissolubilmente la responsabilità ambientale alla giustizia sociale, facendo sì che questo connubio diventi la prassi e non sia più un’eccezione. Questa è la strada che dovremo seguire per fare in modo che vengano formate filiere di produzione veramente responsabili, perché non c’è concetto più nuovo e radicale della realtà che giace sotto la superficie.

FReSCH 

Funded by European Commission

Developed by Donna Marshall & Hakan Karaosman

Hosted by UCD College of Business, University College Dublin

Artwork by WRAD

Testo Dr. Hakan Karaosman



from Articles https://ift.tt/3eDLYiA

Comments