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Milano Fashion Week: sostenibilità e designer di nuova generazione

La Milano fashion week sta presentando numerosi progetti firmati dai designer di nuova generazione dedicati alla sostenibilità. 

In apertura di settimana, l’Istituto Europeo di Design, il Consorzio Italiano Implementazione Detox - CID e Greenpeace Italia hanno presentato The time is now! New Citizen 1.5, lo short film girato i mesi di lockdown che racconta l’evoluzione del progetto sulla moda sostenibile. Nato nel 2018 con il lancio di cinque capsule collection, The time is now! ha chiamato gli studenti IED delle Scuole di Moda, Design, e Comunicazione sono stati chiamati a ragionare sull’identità del “New Citizen 1.5”, dove 1.5 indica l’aumento massimo della temperatura media globale, secondo l’Accordo di Parigi, per limitare i cambiamenti climatici. Un'analisi e un progetto che - causa Covid-19, si è svolto con ritmi e potenzialità differenti ma che gli studenti hanno affrontato con coraggio e dedizione. "Ad aprile durante il lockdown il nostro lavoro è passato dall’essere attuale ad essere urgente e necessario -  hanno dichiarato i promotori IED, Consorzio Detox e Greenpeace - Gli studenti sono riusciti velocemente ad adattarsi al complicato momento che stavamo vivendo puntando su creatività e resilienza. Non solo non si sono fermati ma hanno creato una nuova visione e poi l’hanno documentata”. Dal progetto sono nate sei capsule collection - sotto la Direzione Creativa di Italo Marseglia, fashion designer e Alumnus IED - complete dei concept degli oggetti di product design per il Green Market di Greenpeace, pensati per orientare comportamenti sostenibili. Il racconto si è quindi trasformato in uno short film corale diretto da Daniel Fazio, Fondatore e Direttore creativo di Loft Films Ltd.

Al Fashion Hub Market, lo spazio in via Turati dedicato da Camera Nazionale della Moda Italiana ai designer di nuova generazione durante la Milano Fashion Week, la stanza “Designers for the Planet” accoglie 6 brand emergenti del Made in Italy a cui CNMI garantisce visibilità a livello internazionale. Ecco i loro nomi e le creazioni esposte.

BavTailor, finalista a Who is on Next? 2019 e protagonista alla Arab Fashion Week 2019 con la sua sperimentazione in pellami eco-sostenibili e speciali;

Fantabody il brand con cui Carolina Amoretti inneggia alla bellezza di ogni fisicità;

Tiziano Guardini vincitore del premio dedicato ai designer emergenti al Green Carpet Fashion Award 2017 

Silvia Giovanardi che oltre a designer sostenibile è anche fotografa e pittrice e che fa parte anche del collettivo Wrad 

MARCO ERBA/SGP

flavialarocca brand di moda modulare disegnato da Flavia La Rocca, vincitrice del Green Carpet Fashion Award nella categoria brand emergente nel 2019

MARCO ERBA/SGP

Yatay di Umberto de Marco brand celebre per le sneakers vegan e finalista, insieme a flavialarocca, del Vogue Yoox Challenge - The Future of Responsible Fashion.

Ha esordito durante la Milano Fashion Week con il brand che porta il suo nome di battesimo Dennj Malaguti, che avevamo conosciuto durante le portfolio review organizzate da Vogue Talents durante il lockdown.

Dennj non utilizza materiali nuovi ma preferisce ereditare tutti i tessuti da precedenti capi vintage, da tessuti di arredamento, da tesori da flea markets e da donazioni private. “L’ideazione stessa di un capo si confronta necessariamente con il tessuto a disposizione, la sua selezione rappresenta un gesto di salvaguardia per il pianeta, ma anche una palestra di stile e di tecnica sartoriale, perché l’assemblaggio deve tener conto della destinazione futura del capo e del suo eventuale smaltimento” spiega il designer, i cui capi sono spesso double-face per rendere possibile una molteplicità di utilizzi. “Il brand non nasce con l’intenzione di firmare un total look, ma di proporre selezionati pezzi d’impatto, da far interagire con il guardaroba della cliente - continua lo stilista che ama i ritmi lenti della sartoria e il fascino degli atelier di un tempo - La mia nuova collezione F/W 20-21, che ho deciso di chiamare “Nostos”. Il mood che ho voluto trasmettere è quello di un ponte che lega le tradizioni del passato alla curiosità per quello il futuro che verrà. Il primo drop si intitola “Penelope”, e tutti i capi che lo compongono sono corsetti che ho realizzato basandomi su una mia rivisitazione di un corsetto francese del 1780.  Ho utilizzato abiti vintage, capi provenienti da varie donazioni, e mi sono anche avventurato in diversi mercatini per selezionare i tessuti più particolari".



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