Il 29 febbraio 1940, Hattie McDaniel fece la storia degli Academy Awards. L’attrice 46enne, che interpretò la celebre Mami di Via col vento (1939), fu infatti la prima afroamericana a vincere un Oscar. Nel suo discorso d’accettazione del premio per la Migliore attrice non protagonista, disse: «Lo terrò sempre come un faro per tutto ciò che potrei fare in futuro». Ma questo evento, che avrebbe dovuto inaugurare un nuovo capitolo della sua carriera – ruoli più importanti, paghe più alte e maggiore libertà artistica –, al contrario la limitò.
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Hattie McDaniel in Via col vento
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Nei mesi che seguirono, McDaniel fece un tour dal vivo nei palazzi del cinema proponendo il personaggio che recitava sullo schermo a sale mezze vuote. Continuò a essere ingaggiata per ruoli da cameriera, interpretando la domestica 74 volte e non ricevendo altri riconoscimenti importanti, finché alla fine fu mollata dalla sua casa cinematografica. Nel 1944, parlando della sua vittoria disse: «È come se avessi fatto qualcosa di male».
L’emarginazione a Hollywood
McDaniel non fu l’unica vittima della maledizione degli Oscar – il declino personale e professionale a cui gli attori spesso vanno incontro dopo aver vinto l’ambita statuetta – ma incarnava perfettamente la vittima tipo: era una donna, era di colore e aveva più di 40 anni in un ambiente che premia la giovinezza. Anche molte sue coetanee si lamentavano di essere state messe da parte, tra cui Luise Rainer, l’attrice di origine tedesca largamente considerata la prima vittima della maledizione dopo aver vinto per due volte consecutive il premio come Migliore attrice, per Il paradiso delle fanciulle (1936) e per La buona terra (1937).
Un balzo al secolo successivo, e poco è cambiato. Mentre tanti uomini che hanno vinto l’Oscar sono diventati delle autentiche star del cinema – Marlon Brando, Jack Nicholson, Robert De Niro - le donne premiate insieme a loro sono state in gran parte dimenticate: Eileen Heckart, Louise Fletcher, Lee Grant.
Notte degli Oscar: 70 bellissime foto vintage che non vi ricordate
1988
Un regalo alle fan di Dirty Dancing : Patrick Swayze e Jennifer Grey nel 1988.
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1997
Frances McDormand punta a vincere quest'anno l'Oscar per Nomadland. Qui siamo nel 1997 quando lo vinse per Fargo. Non ha mai avuto molto tempo per i fotografi.
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1989
River Phoenix con Martha Plimpton
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1991
Cindy Crawford prese ispirazione dall'abito rosso di Julia Roberts in Pretty Woman per il suo appuntamento con Richard Gere?
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1975
Lauren Hutton elargisce glamour al suo arrivo agli Oscar nel 1975
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1991
Denzel Washington sempre cool arriva agli Academy Awards un anno dopo aver vinto l'Oscar per Glory
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1974
Paul e Linda McCartney sul red carpet
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1999
Niente da dire: Mariah Carey e Whitney Houston due leggende della musica
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1996
Una giovane Kate Winslet in un abito rosa confetto firmato Vivienne Westwood.
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2000
Molto prima di Emily in Paris, una Lily Collins 11enne alla cerimonia degli Oscar nel 2000
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1999
Anne Heche e Ellen DeGeneres.
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1976
Un giovanissimo Anthony Hopkins con la bellissima Charlotte Rampling
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1969
Splendente questa Aretha Franklin che canta “Funny Girl”, dalla colonna sonora del film di Barbra Streisand film, nel 1969
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1988
Daryl Hannah in un momento vecchia Hollywood
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1954
Audrey Hepburn con la sua statuetta come Miglior Attrice per VacanzeRomane
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1961
Elizabeth Taylor - miglior attrice -lancia uno sguardo felice al marito Eddie Fisher
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1965
Non una ma due icone del cinema: Audrey Hepburn e Julie Andrews
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1969
Diahann Caroll con Don Marshall alla cerimonia del 1969
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2000
Nicole Kidman e Tom Cruise sul tappeto rosso degli Oscar, un anno prima di annunciare la loro separazione
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1969
Joan Collins pronta per l'after party del 1969
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1993
SJP prima di SATC con il marito Matthew Broderick
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1974
Dieci anni dopo il “naked dress”, Edy Williams agli Oscar con un bikini stampa leopardo
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1975
La coppia Jack Nicholson e Anjelica Huston
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2000
Total black, Angelina con il fratello James Haven
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1999
Goldie Hawn e Steve Martin
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1957
Miyoshi Umeki è la prima attrice asiatica a vincere un Oscar nel 1957. Qui è con Red Buttons, Joanne Woodward e Jean Simmons
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1999
Judi Dench bacia la statuetta che vince com Miglior attrice non protagonista per Shakespeare in Love
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1977
Jodie Foster – che ha vinto quest'anno un Golden Globe per The Mauritanian – è un habitué della notte degli Oscar da molto tempo
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1999
Minnie Driver e sua sorella Kate
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2000
Penélope Cruz in un abito blu di Ralph Lauren
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1973
Una giovane – e bellissima – Candice Bergen agli Oscar del 1973
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1999
Cate Blanchett alla cerimonia del 1999
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2000
Lucy Liu saluta i fan
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2000
Chloë Sevigny che ha avuto una nomination agli Oscar nel 2000 per Boys Don’t Cry
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1988
Cher accanto alla statua a grandezza naturale dell'Oscar nel 1988
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1991
Madonna che imita Marilyn nella Notte degli Oscar del 1991.
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1999
Un saluto pre-covid di sicuro: il bacio di Liv Tyler e Drew Barrymore
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1955
Grace Kelly in ascolto di un discorso agli Oscar del 1955
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1999
Sempre favolosa Sophia Loren nel 1999.
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1977
Una radiosa Cicely Tyson nel 1977
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1999
Monica Lewinsky con un abito vintage al Vanity Fair Oscar party del 1999, un anno dopo lo scandalo Clinton-Lewinsky
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1991
Julia Roberts e Kiefer Sutherland con cui ebbe un breve flirt quando era biondo platino nei primi anni '90
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1999
Halle Berry in un bellissimo slip dress e una pettinatura anni ’90
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1949
James Baskett con il suo Oscar per Song of the South di Ingrid Bergman
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1977
La star di Rocky Sylvester Stallone con una leggenda della boxe Muhammad Ali
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1999
Un giovane Matt Damon con Ben Affleck sul red carpet, l'anno dopo aver vinto un Oscar per Will Hunting - Genio Ribelle
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2000
Scarlett Johansson, 15 anni, alla cerimonia degli Oscar nel 2000. Ha ricevuto già due nomination ma non ha ancora vinto
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1999
Gwyneth Paltrow in un abito rosa Bubble Gum di Ralph Lauren con il padre Bruce, la notte in cui vinse per Shakespeare in Love.
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1985
Diana Ross con Stevie Wonder e il suo Oscar per “I Just Called to Say I Love You”.
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2000
Jude Law e la ex moglie Sadie Frost sul red carpet nel 2000
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1993
Elton John e Sharon Stone, protagonista di Basic Instinct all'Oscar party del 1993
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2000
Trey Parker
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1992
Brad Pitt e Juliette Lewis
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1989
Glenn Close e Michelle Pfeiffer, co star in Le Relazioni Pericolose
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2000
Erykah Badu, splendida, sul red carpet
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2000
Robin Williams con la modella Elle MacPherson all'Oscar Party di Elton John
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2000
Ricordate American Pie? Qui Tara Reid al Vanity Fair party nel 2000
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1997
Dennis Rodman (basket) e Vivica A. Fox, protagonista di Independence al Vanity Fair party del 1997
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2006
Indimenticabile Heath Ledger con Michelle Williams in un abito splendido di Vera Wang
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2000
Gwyneth Paltrow e Cate Blanchett si abbracciano felici sul red carpet
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1989
Demi Moore con uno dei suoi outfit anni ’80 con i bike shorts
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1989
Winona Ryder e Christian Slater, protagonisti di Schegge di follia
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1996
Un cameo dagli Oscar del 1996 con la supermodella Naomi Campbell
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1993
Glenn Close, che ha avuto una nomination anche quest'anno per Elegia Americana, qui è agli Oscar del 1993
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2000
Laurence Fishburne nominata nel 1994 per la sua performance sul biopic dedicato a Tina Turner biopic, What’s Love Got To Do With It.
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2001
Zhang Ziyi saluta i fans all'arrivo
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2001
Gillian Anderson agli Oscar del 2001
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2004
Kirsten Dunst e Jake Gyllenhaal alla cerimonia del 2004
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1991
Sofia Coppola, a 20 anni. Il suo film Lost in Translation ha avuto una nomination agli Oscar come miglior film nel 2004.
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1998
Charlize Theron al suo debutto agli Oscars con uno scintillante abito argentato con scollo all'americana che ha messo in risalto il suo taglio color platino
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In questo periodo, la maledizione degli Oscar è stata attribuita a diversi fattori: maggior controllo, aspettative più alte, il pericolo di identificare l’attore con un determinato ruolo e l’idea che una star abbia raggiunto l’apice della carriera. Ma per le donne e i gruppi emarginati, c’è anche l’impressione che l’industria voglia tenerli a freno, scoraggiandoli dal pretendere ruoli migliori e guadagni più alti.
«Dopo la vittoria di Hattie, la sensazione era del tipo ‘Non vogliamo pensiate che adesso sarete pagate quanto le vostre controparti’», dice Mo’nique, che ha ottenuto il premio per la Migliore attrice non protagonista con Precious nel 2009, esattamente 70 anni dopo McDaniel. «Per quanto mi riguarda, dopo aver vinto mi hanno offerto addirittura meno. Prima degli Oscar del 2010 la gente diceva: ‘Non vincerà perché non si adegua al sistema’. Volevano che fossi entusiasta. Dovevo andare alle cene, alle feste, sorridere e sperare di piacergli».
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Mo'Nique in Precious, 2009
Lee Daniels/Kobal/Shutterstock
Dopo aver rifiutato di partecipare alla campagna di promozione del film e aver vinto comunque, l’attrice dice di essere stata “messa al bando” dall’industria cinematografica. «Non solo sono donna, ma sono pure nera e grassa. La sensazione era ‘Proprio tu, come osi protestare? Dovresti già essere contenta che ti hanno invitata alla festa».
Discriminazioni in base all’età
Da allora, poche altre attrici di colore sono state chiamate sul palco. In 90 anni, solo nove donne nere hanno vinto un Oscar come migliore attrice non protagonista o migliore attrice (Halle Berry è l’unica ad aver vinto quest’ultimo per Monster’s Ball del 2001). Berry ha poi interpretato La morte può attendere (2002), ma la sua carriera si è arenata dopo il Razzie (oscar per i peggiori film o interpretazioni) con Catwoman (2004).
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Non è stata l’unica: Kim Basinger ha vinto un Oscar per LAConfidential (1997) e un Razzie per Cinquanta sfumature di nero (2017). Sandra Bullock ha vinto nello stesso anno un Oscar per The Blind Side (2009) e un Razzie per A proposito di Steve (2009). Si dà il caso che Sia Basinger che Bullock avessero più di 40 anni quando hanno vinto l’Oscar – un’età a cui Hollywood ancora considera finite le donne.
Vittorie storiche, risultati contrastanti
Marlee Matlin, tuttavia, è scettica riguardo a simili maledizioni. Nel 1987 portò a casa un Oscar per Figli di un Dio minore (1986) e trent’anni dopo resta l’unica attrice sorda a essersi aggiudicata la statuetta – un’altra vittoria storica a cui sono seguiti pochi ruoli per il grande schermo. «Non penso sia quella la causa», scrive l’attrice via email riguardo alla maledizione degli Oscar. «Se lo pensassi, avrei rinunciato quando il critico cinematografico Rex Reed disse che mi avevano dato l’Oscar per pietà o quando il New York Magazine disse che non avrei più lavorato perché non ‘parlavo’».
Marlee Matlin
Marlee Matlin in Figli di un Dio Minore
Snap Stills/Shutterstock
Nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare, Matlin trova esagerata la teoria della maledizione degli Oscar. “Io ho sempre lavorato,” aggiunge. “Forse non ho avuto le stesse opportunità di altri di recitare in grandi film che attirano l’attenzione, ma lo attribuisco di più all’incapacità di Hollywood di guardare oltre gli stereotipi e le etichette attribuite agli attori sordi. Alla fine, la vittoria ha avuto esattamente l’impatto che speravo: ha dimostrato al mondo che le persone affette da sordità possono fare tutto, persino vincere un Oscar.”
Oscar: i 48 migliori look da red carpet scelti dagli editor di Vogue
Janelle Monáe in Ralph Lauren, 2020
Janelle Monáe è una di quelle star in grado di valorizzare qualsiasi silhouette o colore sul red carpet, quindi chi meglio di lei poteva sfoggiare questo abito-mantella di Ralph Lauren interamente ricoperto di paillettes? Adoro il fatto che sia estremamente insolito, e persino un po’ futurista se vogliamo, eppure risulta incredibilmente glamour.
— Christian Allaire, Vogue Fashion & Style Writer
Photo: Getty Images
Audrey Hepburn in Givenchy, 1975
Nonostante Audrey Hepburn sia meglio nota per il suo stile à la garçonne durante tutti gli anni 50 (vedi: Cenerentola a Parigi e Vacanze Romane), la sua immagine durante gli anni 60 e 70 ha sempre un posto d’onore nella mia moodboard proprio per via della sua raffinatezza giocosa. Questo abito in particolare è semplicemente splendido e fu disegnato dall’amico e collaboratore di lunga data Givenchy. Audrey Hepburn e i cut-out sull’ombelico non sembrerebbero fatti per stare assieme eppure l’effetto è a dir poco divino.
— Sarah Spellings, Vogue Fashion News Editor
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Gemma Chan in Valentino, 2019
È un capo che si fa notare, è couture, sembra comodo e ha persino le tasche!
— Lucie Zhang, Vogue Associate Director, Social Media
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Billy Porter in Christian Siriano, 2019
Quando ho visto il look di Billy Porter per gli Oscar del 2019 sono rimasta letteralmente senza parole. Non era né uno smoking né un abito da sera. Si trattava di un attore che faceva semplicemente il suo ingresso trionfale. Un vero momento iconico nella storia degli Oscar.
— Cassandra Pintro, Vogue Editorial Producer
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Tessa Thompson in Chanel Couture, 2019
Ho apprezzato molto la rilettura di Chanel del classico abito a colonna indossato da Tessa Thompson agli Oscar del 2019. Gli inserti di paillettes e le ruche delicate aggiungono un tocco più sbarazzino al little black dress della tradizione.
— Christian Allaire, Vogue Fashion & Style Writer
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Julia Roberts in Valentino, 2001
Non lo dimenticherò mai. E nemmeno il mondo della moda! Sto parlando di Julia Roberts in quell’ abito Valentino vintage per il suo primo Oscar per Erin Brockovich. Forte come la verità. Bianco e nero, in velluto e raso, quel capo Valentino era classico ed elegante allora e rimane un look intramontabile tutt’oggi.
— Julie Tong, Vogue Commerce Editor
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Jessica Alba in Versace, 2006
Ricordo di aver visto quel capo da ragazzina e di essere rimasta esterrefatta. E devo dire che, riguardandolo ora, la sensazione è la stessa. È un abito intramontabile che valorizza la silhouette in maniera elegante. I dettagli nella parte inferiore sono delicati e meravigliosi. Amo il fatto che Jessica Alba l’abbia abbinato a gioielli minimal (io stessa adoro gli orecchini!) e ad una acconciatura molto ricercata. Il colore la illumina – è come un raggio di sole. Preferisco i capi che mi permettono di muovermi liberamente ma che sono aderenti, senza essere eccessivamente attillati. Questo sembra un esempio perfetto. Mi auguro un giorno di avere un’occasione altrettanto speciale e poter indossare anche io qualcosa del genere.
— Akili King, Vogue Beauty Assistant
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Charlize Theron in Gucci, 2004
L’abito Gucci in argento scintillante indossato da Charlize Theron è il classico esempio del concetto ‘less is more’ applicato al red carpet. Nonostante le linee semplici, è uno dei capi più indimenticabili della storia degli Oscar. E questo si deve al suo fit impeccabile. Quell’anno, quando Charlize Theron salì sul palco per ritirare l’Oscar come Miglior Attrice per Monster era, a tutti gli effetti, l’immagine simbolo della star cinematografica Hollywoodiana.
—Christian Allaire, Vogue Fashion & Style Writer
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Grace Kelly in Edith Head, 1955
L’abito di raso color celadon indossato da Grace Kelly per ritirare l’Oscar per La ragazza di campagna nel 1955 rimarrà per sempre il mio look preferito. Era stato creato nientemeno che da Edith Head!
—Chloe Malle, Vogue Contributing Editor
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Lupita Nyong’o in Prada, 2014
Di norma, non sono il tipo che ama gli abiti da Principessa Disneyana per il red carpet ma quell’abito Prada scelto da Lupita Nyong’o per gli Oscar del 2014 aveva un non so che di magico. A partire da quell’azzurro cielo che si armonizzava benissimo con l’incarnato dell’attrice. Inoltre è un colore che non si vede spesso a Hollywood. La silhouette era altrettanto speciale: vedere Nyong’o salire i gradini per ritirare il premio seguita da uno strascico di chiffon di seta plissettata è stato favoloso. Avevo fatto il tifo per lei tutta la stagione [delle premiazioni] e il fatto che fosse così posata e a suo agio in quell’abito ha reso il momento ancora più memorabile. La coroncina era un altro dettaglio azzeccato. Il look perfetto per un momento storico come quello.
—Chioma Nnadi, Vogue Fashion News Director
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Marion Cotillard in Jean Paul Gaultier, 2008
Ad oggi, Marion Cotillard in Jean Paul Gaultier Couture agli Oscar del 2008 continua ad essere uno dei miei momenti fashion preferiti di sempre. Vincitrice dell’Oscar come Miglior Attrice per la sua interpretazione di Edith Piaf in La Vie en Rose, quello era il suo grande momento e l’abito scelto non poteva essere più azzeccato. La silhouette aderente e a sirena era sia sexy che sofisticata allo stesso tempo e il prezioso dettaglio smerlato era squisitamente bello. Ho amato anche l’abbinamento a fili di collane in oro, lunghe fino all’ombelico. Un tocco cool e molto individuale.
—Lauren Valenti, Vogue Senior Beauty Editor
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Lauren Hutton in Halston, 1975
Lauren Hutton in Halston con pelliccia abbinata. Non occorre aggiungere altro, direi!
—Catherine Piercy, Vogue Beauty Director
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Natalie Portman in Dior, 2020
Quella tra Natalie Portman e Dior è già un’accoppiata vincente ma, per gli Oscar 2020, l’attrice ha alzato ulteriormente gli standard della moda per le cerimonie di premiazione con una scelta stilistica di grande forza. Ha infatti indossato un abito Dior con mantella in coordinato ricamata con i nomi delle registe snobbate dall’Academy. Moda sì ma in nome del femminismo!
— Clarissa Schmidt, Vogue Associate Producer
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Viola Davis in Armani Privé, 2017
L’Oscar a Viola Davis del 2017 la diceva lunga sulla direzione del cinema di quel periodo e il suo abito rosso firmato Armani Privé era ancora più eloquente. Una vera forza della natura ad ogni passo. Una visione!
— Cassandra Pintro, Vogue Editorial Producer
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Salma Hayek in Armani, 1997
Salma Hayek in Armani con tanto di diadema, una vera principessa dei giorni nostri!
—Puja Prakash, Vogue Senior Manager, Social Media
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Cate Blanchett in Givenchy Couture, 2011
Ricordo molto bene la prima volta che ho visto la collezione Haute Couture di Givenchy per la primavera 2011: la presentazione aveva luogo all’interno di uno dei salotti indorati di Place Vendôme e l’accostamento tra le texture morbide e cadenti degli abiti e la sartorialità spigolosa che ricordava armature rievocava la bellezza terrificante degli angeli. In quel look color lillà e chartreuse, Cate Blanchett non faceva altro che confermare quella mia sensazione iniziale.
—Estelle Tang, Vogue Senior Culture Editor
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Elsie Fisher in Thom Browne, 2019
Quando penso al mio outfit da Oscar preferito, penso a quanto sarei felice – o infelice – se fossi io a indossare quei capi sul red carpet della notte più sfavillante di Hollywood. Ed è probabilmente questo il motivo per cui ho amato tanto il completo Thom Browne indossato da Elsie Fisher nel 2019: è raffinato, classico e la fa sembrare una piccola Margot Tenenbaum con quel fermaglio e la borsetta. Ma, soprattutto, appare comoda e a suo agio, che è esattamente la sensazione che vorrei trasmettere io se mi trovassi a partecipare agli Oscar a 15 anni (che non sia mai!).
— Emma Specter, Vogue Culture Writer
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Jane Fonda in Yves Saint Laurent, 1972
Il mio momento preferito è Jane Fonda agli Academy Award del 1972 quando vinse l’Oscar come Miglior Attrice per Una squillo per l’Ispettore Klute. In sintonia con le atmosfere quasi distopiche di quegli anni, sullo sfondo della guerra del Vietnam e di Nixon, Fonda indossò un tailleur tunica e pantalone di lana nera di Yves Saint Laurent couture (risalente alla sua vita parigina con Roger Vadim) abbinato al taglio sfilato di Bree, il personaggio che interpretava nel film. Perfetto e tutt’ora moderno tanto da far apparire il look da sirena in stile prom di oggi esattamente per ciò che è: una mise da ballo scolastico. Mia mamma – una fanatica di Jane Fonda – fece sia a me che a mia sorella quello stesso taglio di capelli.
—Hamish Bowles, Vogue International Editor at Large
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Halle Berry in Elie Saab, 2002
La mia ossessione per la moda degli Oscar ha avuto inizio con Halle Berry in questo abito Elie Saab agli Academy Award del 2002. Dal taglio ai ricami minuziosamente elaborati, è un capo iconico e di grande impatto. Il mio preferito di sempre. E il fatto che l’abbia indossato l’anno in cui ha vinto la statuetta come Migliore Attrice, la prima donna nera vincitrice in questa categoria, lo rende ancora più significativo.
— Atalie Gimmel, Vogue Associate Manager, Social Media
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Michelle Williams in Vera Wang, 2006
Michelle Williams in quell’abito giallo canarino di Vera Wang agli Oscar del 2006 si aggiudica – a mio parere – il titolo di meglio vestita. Sulla carta, il colore in sé come anche il panneggio così elaborato non dovrebbero funzionare ma Williams valorizza il tutto con grande naturalezza, trovando addirittura la perfetta tonalità di rossetto da abbinare. Detto questo, non posso non menzionare anche Scarlett Johansson nell’edizione del 2005 dove ha abbinato un capo nero semplice di Roland Mouret con un diadema. Due look con un appeal più da editoriale di moda, che è probabilmente il motivo per cui li preferisco alle tipiche mise da cerimonia degli Oscar. Ricordo di aver guardato entrambi i red carpet da ragazzina e di aver pensato che sia Williams che Johansson sembravano uscite dalle pagine di Vogue (nello specifico, dal numero di febbraio 2004 con Natalie Portman in copertina con il suo nuovo taglio bob anni 20).
—Steff Yotka, Vogue Fashion News and Emerging Platforms Editor
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Winona Ryder in Chanel, 1997
Scelgo Winona Ryder in Chanel nel 1997 in quanto era, e rimane, la più cool di sempre con una sorta di nonchalance sartoriale che non fa che aggiungere al suo fascino.
—Elisabeth von Thurn und Taxis, Vogue Style Editor at Large
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Jennifer Lawrence in Christian Dior Couture, 2013
Jennifer Lawrence in Christian Dior Couture, 2013
L’abito Dior Couture di Jennifer Lawrence agli Oscar del 2013 era una sorta di vestito da sposa dei sogni. E la delicata collana portata sulla schiena era un tocco originale e molto femminile. Sì, è inciampata sui gradini mentre andava a ritirare la statuette ma – ammettiamolo – era semplicemente divina.
—Alexandra Macon, Vogue Contributing Living Editor
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Nicole Kidman in Balenciaga, 2007
L’abito rosso ciliegia di Balenciaga indossato da Nicole Kidman nel 2007! Moderno ed elegante tutt’ora. Potrebbe indossarlo quest’anno e nessuno immaginerebbe che è di 11 anni fa. E poi ho un debole per i fiocchi!
—Emily Farra, Vogue Fashion News Writer
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Angelina Jolie in Marc Bouwer, 2004
Angelina Jolie non sbaglia un colpo! L’abito Atelier Versace con gamba interamente scoperta del 2012 è stato indubbiamente uno dei suoi look da red carpet più indimenticabili mentre il capo Elie Saab Couture del 2014 era una masterclass di eleganza vagamente trasparente ma il suo miglior outfit di sempre non può che essere quello firmato Marc Bouwer del 2004. Raso bianco – un abbinamento che non perdona nulla: eppure l’abito le abbracciava la silhouette in tutti i punti giusti rivelando una scollatura profonda quanto basta. Il simbolo del glamour hollywoodiano per eccellenza.
—Christina Liao, Vogue Contributor
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Zendaya in Giambattista Valli Haute Couture, 2018
Zendaya in Giambattista Valli Haute Couture, 2018
Il marrone è probabilmente il colore più spinoso per un red carpet ma se c’è una star in grado di renderlo ultra glamour, quella è proprio Zendaya. Adoro la manica asimmetrica e il panneggio delicato. Intramontabile ed elegante.
— Christian Allaire, Vogue Fashion & Style Writer
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Hilary Swank in Guy Laroche, 2005
Da lady davanti. Da party sul lato B. Quello era il messaggio implicito alla base dell’abito di Guy Laroche sfoggiato da Hilary Swank agli Oscar del 2005. La tonalità blu notte è un’ottima alternativa al nero e la scollatura vertiginosa sulla schiena lo rende un capo audace e accattivante a 360°. Nominata per il suo ruolo in Million Dollar Baby (per il quale si aggiudicò l’Oscar come Migliore Attrice), l’impeccabile Swank dimostrò che scoprire il décolleté non è l’unico modo di essere sensuali sul red carpet degli Oscar.
—Maria Ward, Vogue Fashion News Writer
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Faye Dunaway in Theadora Van Runkle, 1968
L’abito di Faye Dunaway agli Oscar del 1968. Non so nemmeno se si tratti di un vestito o di un cappotto ma adoro qualsiasi cosa bordata di piume.
—Nikola Jocic, Vogue Graspi Designer
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Björk in Marjan Pejoski, 2001
Quando Björk si presentò agli Oscar del 2001 con l’abito a cigno di Marjan Pejoski, Joan Rivers dichiarò: “Quella ragazza è pazza da legare”. Personalmente sono di tutt’altra opinione. Anche se forse lasciare quelle uova di struzzo sul red carpet è stato un tantino eccentrico.
—Luke Leitch, Vogue Contributing Editor
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Cher in Bob Mackie, 1974
Cher ha sfoggiato tutta una serie di look iconici agli Oscar. Dal completo a due pezzi color oro ricoperto di lustrini – una creazione di Bob Mackie – indossato per la cerimonia di premiazione del 1973 al prezioso abito nero con cui si è presentata agli Academy Award del 1986 (anch’esso firmato Mackie), che sembrava più che altro una scusa per sfoggiare quell’enorme copricapo in coordinato incrostato di pietre preziose - Cher ha sempre portato qualcosa di autenticamente memorabile su quel red carpet tanto prestigioso. Ma è il look di Mackie del 1974 che, a mio parere e col senno di poi, credo abbia attirato meno attenzione di quanta ne meritasse. Si trattava di una stampa in stile acquerello nei toni pastello su un top a fascia con gonna fluttuante in coordinato. Cher aveva poi completato il tutto con un ombretto dello stesso colore dell’abito, uno sfavillante foulard con dettaglio a fiore e – naturalmente – l’immancabile copricapo.
—Rachel Hahn, Vogue Fashion News Writer
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Céline Dion in Christian Dior, 1999
Adoro l’era degli Oscar pre-stylist quando gli ospiti se ne fregavano altamente di finire nelle liste dei ‘peggio vestiti’. Prima che tutti iniziassero ad indossare gli stessi noiosi abiti a sirena con le spalle scoperte. Ebbene, tornando a quell’era, niente batte l’abito a cigno di Björk o lo smoking indossato al contrario di Céline Dion con tanto di cappello a cilindro. E per un’opzione più ‘assennata’ ma pur sempre iconica e audace, la mia scelta ricade su Nicole Kidman in Galliano per Dior del 1997: dal colore, alla scollatura al modo in cui svettava su Tom Cruise. Semplicemente inarrivabile!
—Michelle Ruiz, Vogue Contributing Editor
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Martha Plimpton in vintage, 1989
Della serie, quando l’ospite ‘accompagnatrice’ ruba la scena a tutti gli invitati…È il caso di Martha Plimpton in un abito vintage di raso color panna agli Oscar del 1989. Eleganza in stile old Hollywood con un tocco cool che anticipa l’era del grunge (il miglior accessorio? River Phoenix). Naturale e deliziosamente affascinante.
—Emma Elwick-Bates, Vogue Contributor
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Diahann Carroll, 1969
L’immagine di Diahann Carroll con quell’abito cipria abbinato a quella meravigliosa mantella con dettagli preziosi del 1969 rimarrà per sempre il mio momento degli Oscar preferito. Personalmente, trovo che rappresenti l’eleganza, il glamour e la regalità allo stato puro.
Halston e gli Oscar del 1975 furono un’accoppiata perfetta. Anjelica Huston, al braccio di Jack Nicholson, apparve come una sirena dei tempi moderni con quel suo abito Halston con motivo a scaglie cangianti mentre Lauren Hutton abbinò un abito pastello con una voluminosa pelliccia buttata sulle spalle nude: due look che dimostravano che glamour e semplicità si sposano benissimo.
—Zoe Ruffner, Vogue Associate Beauty Editor
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Claire Danes in Cerutti by Narciso Rodriguez, 1997
Ricordo di aver guardato quella premiazione! La silhouette composta da gonna con taglio in sbieco e top a T-shirt era una rilettura ultra moderna del look da ingénue. Un abbinamento che appare ancora fresco e intramontabile tutt’oggi. Per non parlare del colore: assolutamente perfetto, specialmente abbinato ad un trucco occhi in coordinato.
—Eviana Hartman, Vogue Contributing Editor
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Cameron Diaz in Emanuel Ungaro Couture, 2002
Ero indecisa tra Uma Thurman in un immacolato abito bianco di Christian Lacroix del 2004 e Cameron Diaz in Ungaro Couture del 2002 ma alla fine ho optato per quest’ultimo, in parte per via della cintura/collana di Fred Leighton ma, soprattutto, perché trovo originale l’interpretazione del glamour in chiave boho piuttosto che appariscente come spesso accade. Per non parlare del fatto che la bellezza easy e rilassata dell’abito si sposava alla perfezione con quella che immagino essere la personalità dell’attrice.
—Laridi Borrelli-Persson, Vogue Archive Editor
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Gwyneth Paltrow in Tom Ford, 2012
Gwyneth Paltrow in Tom Ford agli Academy Award del 2011: un capo immacolato, senza fronzoli e che sembra provenire direttamente dal baule di Marge Sherwood [personaggio di Paltrow in Il talento di Mr. Ripley, Ndt].
—Jane Chun, Vogue Copy Chief
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Uma Thurman in Prada designed by Barbar Tfank, 1995
Un vero momento da principessa minimalista anni 90. Non occorre aggiungere altro direi!
—Anny Choi, Vogue Market Editor
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Lupita Nyong'o in Calvin Klein Collection, 2015
Una cascata di perle. Ho detto tutto! Nonostante il fatto che l’abito fosse probabilmente molto pesante, amo la sua silhouette lineare che calzava Nyong’o alla perfezione. Il design relativamente semplice contribuisce a mettere in risalto la texture e far brillare le perle. Lupita stessa brillava come una gemma preziosa quella sera!
— Christian Allaire, Vogue Fashion & Style Writer
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Reese Witherspoon in vintage Christian Dior, 2006
Era l’anno in cui vinse l’Oscar come Miglior Attrice per la sua interpretazione in Quando l’amore brucia – Walk the Line. Una serata che la vide brillare di luce propria dal red carpet al momento della premiazione. E sebbene sia lontano anni luce dall’estetica di La rivincita delle bionde, adoro che i fiocchi dell’abito avessero un piccolo tocco di rosa.
—Ella Riley-Adams, Vogue Living Editor
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Barbra Streisand in Arnold Scaasi, 1969
In una marea di abiti da principessa e forme da peplo greco, è difficile immaginare qualcosa di più chic di un completo di paillettes trasparente sul red carpet. Il look della vincita di Barbra Streisand agli Academy Award del 1969 (dove si è aggiudicata la statuette come Miglior Attrice per Funny Girl) potrà essere risultato controverso al tempo ma, oggi come oggi, dimostra che approcciare la moda con ironia – emergendo tra tanti look tutti uguali – è sempre la scelta migliore.
—Alessandra Codinha, Vogue Culture Editor
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Madonna in Olivier Theyskens, 1998
L’abito di Olivier Theyskens indossato da Madonna agli Oscar del 1998 simboleggiava l’equilibrio perfetto tra punk e allure preraffaelita. Un look molto cool e, nonostante il corsetto e la voluminosa gonna in taffetà, Madge sembrava estremamente a suo agio.
—Brooke Bobb, Vogue Fashion News Writer
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Natalie Portman in vintage Christian Dior, 2012
L’unica cosa migliore di Natalie Portman in un abito Christian Dior è Natalie Portman in un abito da sera vintage di Christian Dior. Il mio cuore ha letteralmente avuto un sussulto quando Portman ha messo piede sul red carpet degli Oscar del 2012 con quella creazione couture a pois risalente alla collezione primavera estate 1954 della maison. È davvero il caso di dire: J’adior.
—Lilah Ramzi, Vogue Assistant Features Editor
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Alicia Vikander in Louis Vuitton, 2016
Alicia Vikander ha ritirato il suo primo Oscar in un abito giallo pallido firmato Louis Vuitton che sembrava ispirarsi a Belle di La bella e la bestia ma era stato reinterpretato da Nicolas Ghesquière con alcuni dettagli ironici, come l’orlo leggermente a palloncino e la cascata di paillettes che si posa asimmetrica e in diagonale sulla gonna. Un look molto cool e Vikander ne sembrava estasiata, e non c’è davvero sensazione migliore del sentirsi a proprio agio in ciò che si indossa.
—Monica Kim, Vogue Fashion News Editor
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Tilda Swinton in Lanvin, 2009
Nutro grande rispetto e ammirazione per un look sartoriale un po’ azzardato, soprattutto su un palco come quello degli Oscar. Tilda Swinton sembra sempre andare contro corrente sul red carpet e tra i suoi look più originali di sempre uno dei miei preferiti è il complete Lanvin del 2009. Sebbene alcuni l’abbiano ribattezzato un look ‘degno della lista delle peggio vestite’, io l’ho trovata regale, elegante e statuaria.
—Kirby Marzec, Vogue Senior Market Editor
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Michelle Williams in Louis Vuitton, 2012
Indossare un abito rosso sul red carpet necessita di un certo tipo di donna. E Michelle Williams è esattamente quel tipo di donna. Quel vivace abito con baschina di Louis Vuitton continua ad essere uno dei miei preferiti a distanza di anni. Inoltre, abbinare il rossetto all’abito è sempre un tocco che apprezzo molto.
—Jenna Rennert, Vogue Associate Beauty Editor
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Winona Ryder in vintage, 1996
Winona Ryder in un abito vintage agli Oscar del 1996 era incredibile. Sono in poche a poter incarnare il glamour dell’età d’oro di Hollywood come l’attrice. E la sua passione per il vintage la porta spesso ad indossare capi dei periodi che più ama. Quell’abito color champagne con delicati ricami di perline sarebbe stato divino già di per sé ma abbinato ad un’acconciatura in stile Marcelling e diamanti si è trasformato in un momento flapper e rimane il suo migliore look di sempre.
—Janelle Okwodu, Vogue Fashion News Writer
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Jennifer Lawrence in Calvin Klein, 2011
Prima della Jennifer Lawrence di Red Sparrow, di Madre! e persino di Il lato positivo della vita - Silver Linings Playbook, c’era la Jennifer Lawrence di Un gelido inverno, un piccolo film indipendente che regalò all’attrice ventenne la sua prima candidatura agli Academy Award. Sebbene molti potrebbero voler celebrare il proprio debutto agli Oscar con un abito da mille e una notte, Lawrence scelse invece un capo accostato e molto minimalista. La sua sensuale semplicità abbinata al color rosso ciliegia rendeva il look decisamente sexy e dava prova del potenziale della Lawrence di star in ascesa.
—Elise Taylor, Vogue Living Writer
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Nicole Kidman in Christian Dior Couture, 1997
Uno dei momenti più iconici della storia della moda o del red carpet non può che essere Nicole Kidman in quell’abito color chartreuse creato da John Galliano per Christian Dior Couture nel 1997. L’elegante silhouette di ispirazione orientale e la trama sul corpetto abbinate a slingback blu satinate e alla borsetta bon-ton in stile chinoiserie sono l’abbinamento ideale. L’abito della Kidman divenne il nuovo punto di riferimento per il red carpet spingendo molte altre star a voler dar prova del proprio gusto originale negli anni a venire.
—Edward Barsamian, Vogue Style Editor
Photo: Getty Images
La fine della maledizione degli Oscar
In effetti negli ultimi anni sembra che la maledizione si stia spezzando. Octavia Spencer, salita alla ribalta per aver ottenuto il premio Migliore attrice non protagonista per The Help (2011), ha visto la sua carriera salire alle stelle dopo la vittoria. Ha raccolto recensioni entusiastiche per la sua interpretazione in Prossima fermata FruitvaleStation (2013), è stata nominata per Il diritto di contare (2016) e La forma dell’acqua (2017) ed è stata produttore esecutivo di Green Book (2018), vincitore del premio Oscar al Miglior film. Eccezionalmente, è anche la prima attrice di colore a ricevere una nomination all’Oscar dopo averne già vinto uno.
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Octavia Spencer (con Viola Davis) in The Help
Dreamworks Pictures/Kobal/Shutterstock
Anche le vincitrici seguite a Spencer nella categoria Migliore attrice non protagonista - Anne Hathaway, Lupita Nyong’o, Patricia Arquette, Alicia Vikander, Allison Janney – se la sono passata bene, ottenendo parti in colossi di Marvel (Black Panther, 2018), thriller d’impatto (Widows – Eredità criminale, 2018) e prestige drama (Escape at Dannemora, 2018). Nel frattempo Regina King, che ha vinto per Se la strada potesse parlare (2018), ha poi recitato in Watchmen (2019) di HBO e sta attualmente girando il suo primo lungometraggio da regista, One Night in Miami.
Se si considera, poi, il destino delle vincitrici del premio Migliore attrice nello stesso periodo, le statistiche sono ancora più incoraggianti. Meryl Streep, Cate Blanchett, Jennifer Lawrence ed Emma Stone sono state tutte nominate agli Oscar dopo le loro recenti vittorie. Sia Lawrence sia Stone sono successivamente risultate le attrici più pagate di Hollywood (nel 2015 e nel 2016 la prima, nel 2017 la seconda).
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Frances McDormand, Oscar per Tre manifesti a Ebbing Missouri
Getty Images
Le vincitrici 2021 potrebbero plasmare il futuro
Il 2021 potrebbe dunque segnare ufficialmente la fine della maledizione degli Oscar ecambiare il futuro del premio? L'esempio più interessante potrebbe essere la vittoria di Frances McDormand con Nomadland - che si è già portato a casa un Golden Globe 2021 come Migliore Film Drammatico e anche il Leone d'oro 2020. Infatti l'attrice ha già vinto in passato ben due statuette: nel 2017 con Tre manifesti a Ebbing, Missouri (2017) e 21 anni prima, nel 1996 con Fargo (1996). Viene poi il caso Viola Davis, l'attrice afroamerica più candidata nella storia. Quest'anno ha avuto la nomination come miglior attrice per Ma Rainey’s Black Bottom, ma già nel 2016 ha ricevuto l'Oscar come attrice non protagonista per la sua interpretazione di Rose Lee Maxson in Barriere di Denzel Washington.
Mo’Nique ha notato questo cambiamento? «A essere onesta, non sono mai stata una che guarda gli Oscar», risponde. «Quando li vedevo da bambina, non c’era nessuno che mi assomigliasse nello show, quindi non gli prestavo nessuna attenzione. Ci hanno condizionati a credere che gli Oscar siano importantissimi. Finché gli daremo tutta questa importanza, avranno gli effetti che hanno, ma è soltanto un premio, alla fine».
Ha qualche consiglio per coloro che stanno per vincerne uno? «È il vostro giro», dice. «Affrontatelo come sta bene a voi, perché non conviene arrivare alla fine e scoprire che avete lasciato il posto a qualcun altro».
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