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Il punto di vista di Casa Vogue. Caffa di Alessi

Con gli strumenti che accompagnano la preparazione e la consumazione del caffè, fino a renderlo quasi un rituale, Giulio Iacchetti ci ragiona da tempo. Ha cominciato ancora nel 2013 con il set Caffeina (caffettiera, tazzina, piattino etc) che rilegge il piacere della pausa caffè in forme semplici, di un’eleganza che fa dimenticare il nevrotico e rumoroso espresso del bar tutto fracasso di tazzine sbattute malamente e gomitate. Poi, alla caffettiera ha addirittura dedicato una mostra nel 2019: “Le caffettiere dei Maestri. Quando l’architettura e il design incontrano la Moka”, nel negozio Lavazza di Piazza San Fedele 2, a Milano. Sempre di quell’anno è il progetto di Caffa per Alessi, oggi premiato con il Good Design Award. Si tratta di una tazza termica in acciaio inossidabile con un’intercapedine sottovuoto che mantiene la temperatura (caldo o freddo, pari sono). 

Insomma, è il principio del thermos da gita o break con schiscetta, rimodellato sulle forme del mug, quella tazza alta da caffè/latte/tisana che abbiamo importato da anni dai paesi anglosassoni. A differenza però dei tremolanti bicchieroni di cartoncino o plastichetta – con coperchio, cannuccia e mantenimento termico alquanto improbabili – stile baracchino di street food, Caffa ha una bella chiusura a sigillo sicché sta in borsa senza allagare e la forma a base cilindrica si allarga in una conica facilmente innestabile in diversi supporti.  Vale a dire che si possono preparare 400 cl della bevanda preferita a casa e portarseli appresso per berla quando ci si può ritagliare un momento della “dinamica” vita moderna.  Funziona benissimo anche adesso che si sta molto indoor. Per gli appassionati di etimologia Caffa è il nome della regione dell’Etiopia da cui deriva la parola “caffè”. 



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